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Torre della Cigna, accordo per la sistemazione degli occupanti. Raspanti: "Traguardo importante"

L'intesa raggiunta tra il Comune e una delle società proprietaria dell'immobile: alcuni nuclei finiranno in alloggi della Misericordia e della Caritas

"Siamo veramente soddisfatti per l'accordo raggiunto sulla Torre della Cigna, un traguardo impensabile se pensiamo alla situazione che ci siamo trovati a gestire a luglio 2019 quando abbiamo rischiato di dover gestire contemporaneamente questa situazione e lo sgombero della Chiccaia". Parole dell'assessore al Sociale, Andrea Raspanti, che commenta positiviamente la firma del protocollo d'intesa sottoscritto dal Comune, Investire Sgr Spa (una dei proprietari dell'immobile), Misericordia e Caritas. A partire da marzo infatti la maggior parte delle attuali 35 famiglie che occupano la struttura e che rischiavano di essere sgomberate dopo la scadenza della proroga al blocco degli sfratti saranno ospitate in alloggi appartenenti a queste ultime due realtà in attesa di entrare nella graduatoria dell'emergenza abitativa.

"Non si tratterà di uno sgombero - le parole dell'assessore - ma di una soluzione pacifica di comune accordo con le varie persone all'interno della struttura alle quali, da marzo, proporremo l'inserimento in soluzione alloggiative che abbiamo già individuato grazie al contributo della Misericordia e della Caritas". 

La Torre della Cigna

Torre della Cigna, a marzo la possibile sistemazione degli occupanti

Gli immobili messi a disposizione da Caritas (in via La Pira, via delle Cateratte e via Donnini) e Misericordia (in via Verdi), disponibili a decorrere dal 15 marzo e fino al 2023, saranno ristrutturati e resi agibili grazie a un fondo di 300mila euro messo a disposizione dalla Investire Sgr. "In questi due anni - spiega Raspanti - le famiglie ospitate saranno riassorbite dalle graduatorie del sistema e troveranno una sistemazione permanente. Al momento non eravamo in grado di poterla garantire e per questo ringrazio i soggetti del terzo settore che ci hanno aiutato". All'interno della Cigna, tuttavia, vi sono anche 17 persone che non hanno accesso all'emergenza abitativa per mancanza di requisiti: "Riceveranno comunque un supporto minimo - spiega l'assessore -, successivamente toccherà a loro trovare una sistemazione adeguata". 

Raspanti: "Raggiunto un traguardo importante"

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Soddisfatto l'assessore che, da oltre un anno, si è battuto affinché fosse trovata una soluzione congeniale a queste famiglie: "Volevamo evitare a tutti i costi uno sgombero e così è stato. Abbiamo fatto un ottimo lavoro considerando che a luglio nella Torre vi erano circa 110 famiglie mentre ora sono 'solo' 35. Sicuramente si tratta di un grosso risultato se pensiamo da dove siamo partiti: c'è stata una grande collaborazione da parte di tutti i soggetti interessati, compresi gli occupanti che sono sempre stati responsabili e collaborativi". 

Asia Usb: "Serve arrivare a delle soluzioni definitive"

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Asia Usb ha seguito l'evolversi della situazione della Torre della Cigna fin dall'inizio: "Abbiamo sempre avuto un approccio collaborativo nel'interesse delle famiglie - le parole del sindacato - che ormai da anni sono costrette a vivere in un contesto assolutamente precario nonostante abbiamo i requisiti per un alloggio popolare. È nostra convinzione che arrivare a delle soluzioni definitive sia la strada migliore da percorrere. Non accetteremo, per chi ne ha i requisiti, soluzioni che non siano dignitose,a soprattutto definitive e per questo  rifiuteremo soluzioni precarie in cohousing, domitori o centri plurifamiliari. Se alcune famiglie invece non hanno abbastanza punteggi nella graduatoria allora vorrà dire che la proprietà aspetterà a rientrare in possesso dell'immobile fino a quando tutte le persone che vi sono all'interno avranno ricevuto un alloggio. Invitiamo quindi tutti i soggetti in campo a fare un ulteriore sforzo affinchè questo percoso vada avanti senza problemi per il bene di tutti". 

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