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Martedì, 23 Aprile 2024
Cronaca

Futuro: "Daspo urbano: il prefetto di Livorno non segua l'esempio di quello di Firenze"

Marco Talini e Andrea Raspanti: "Non si rende una città sicura calpestando i diritti dei cittadini"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LivornoToday

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Futuro! sulla questione relativa al Daspo urbano

Ieri, una donna peruviana è stata allontanata dalla Stazione Santa Maria Novella di Firenze, nei pressi della quale si trovava in attesa dell'autobus che l'avrebbe accompagnata a lavorare. La polizia ha chiesto i documenti, ha verificato la banca dati e ha disposto il suo allontanamento forzoso in forza dell'ordinanza con cui Prefetto di Firenze, adeguandosi prontamente alla direttiva del Ministro Salvini, ha istituito nell'area una “zona rossa”. Poco importa che la signora peruviana non avesse condanne e che avesse regolari documenti di soggiorno. Applaudono le destre che vorrebbero prendersi (questo il loro linguaggio) anche Livorno. Applaude Salvini che vagheggia il ritorno dei podestà e minaccia di commissariare i sindaci che non cacciano i marginali dal salotto buono delle città “itagliane”. Che tristezza! Sembra di tornare all'Italia preunitaria, quella in lotta col brigantaggio, quando vennero messe a punto le prime misure di prevenzione contro i poveracci, tali e quali a quella salviniana di pochi giorni fa. Allora si ghettizzavano gli “oziosi”, i “vagabondi” ed i “sospetti”. Oggi? Lo stesso. Son passati centosessant'anni e siamo sempre lì col conto. Chiamiamolo governo dell'involuzione, non del cambiamento. Se il Prefetto di Livorno ha intenzione di prendere esempio dal collega fiorentino sappia che noi saremo in piazza a protestare. In tanti. Non è calpestando i diritti che si rende una città sicura. Una città è sicura quando ci si sforza di garantire il benessere di tutti, quando si assicura il diritto al lavoro, alla casa, a spazi pubblici inclusivi, quando si proteggono le minoranze, quando si rispettano i giovani e gli anziani, quando si integrano gli stranieri, quando si stimola l'offerta culturale. La legalità, non è quella del Daspo urbano (obrobrio prima linguistico che giuridico che è una delle peggiori eredità dell'ultimo governo di centrosinistra). La legalità è, prima di tutto, quella costituzionale, che tutela i diritti fondamentali delle persone. Insieme possiamo lavorare per superare i conflitti sociali ed insieme potremo seriamente parlare di sicurezza. Nella città che noi vogliamo, aperta, libera, civile.

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