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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Migranti, la Life Support nel porto di Livorno. Il Comune e la Regione: "Dimostrata grande capacità di mobilitazione"

La nave di Emergency è arrivata intorno alle 8 di mercoledì 3 maggio, a bordo ci sono 35 migranti

La Life Support di Emergency, con a bordo 35 migranti, è arrivata al porto di Livorno intorno alle 8 di mercoledì 3 maggio. Sono stati salvati nella notte tra il 29 e il 30 aprile in acque internazionali, e si trovavano senza acqua né cibo da almeno quattro giorni. Livorno, assegnata dalle autorità quale porto per lo sbarco, ha preparato la macchina dell'accoglienza per farsi trovare pronta come accaduto nel dicembre scorso, quando arrivarono prima la Life Support e poi la Sea-Eye. Due delle persone soccorse provenivano dalla Palestina, una dalla Siria, tutti gli altri dal Bangladesh, paesi colpiti da violenze, crisi umanitarie e insicurezza alimentare. Come racconta il medico della Life Support di Emergency, Alessandro Trainito: "Le persone soccorse accusavano segni di stress emotivo e di disidratazione, non avevano scorte sufficienti né di acqua né di viveri".

Migranti a Livorno, in porto è arrivata la Life Support di Emergency

Alla Calata Carrara erano presenti molte autorità civili e militari Livorno: "Livorno è pronta ad accogliere questi migranti con una macchina organizzativa efficiente - afferma il sindaco Luca Salvetti -. Tutti verranno sistemati all'interno del salone della stazione marittima per poi essere indirizzati nella varie province della Toscana (3 rimarranno a Livorno, ndr). Fortunatamente a bordo non c'erano minori perché chi diceva di avere 16 anni in realtà poi ha dichiarato di averne 20. Questa sicuramente è stata un'accoglienza più semplice dell'altra volta dove a Livorno arrivarono in 250. Il tema delle polemiche, come il fatto che la nave abbia dovuto fare 4 giorni in più di viaggio per venire a Livorno o il fatto che i migranti in arrivo in Italia dovevano calare invece sono triplicati, lo lascio ad altri". 

"Anche questa volta - sottolinea l'assessore al Sociale Andrea Raspanti - abbiamo dimostrato una grande capacità di mobilitazione. Noi come Comune, con l'aiuto della protezione civile, abbiamo creato un punto di accoglienza dove queste persone possono svolgere tutte le procedure in un clima confortevole. Vorrei porre l'attenzione - conclude l'assessore - sul tema dei minori perché negli ultimi tempi sono molti sono gli stranieri non accompagnati che sbarcano sul nostro territorio. La capacità di assorbimento del sistema regionale di accoglienza tramite la rete Pollicino e il sistema Sai è satura e il governo deve riflettere se questa strada che sta attuando sia la strategia migliore". 

"La Toscana – le parole dell'assessore regionale alla Protezione civile Monia Monni – è pronta ad accogliere queste persone nei propri porti nonostante questi siano distanti da dove i migranti vengono salvati. Sono costretti così a subire un viaggio estenuante in condizioni fisiche e psicologiche fragili come dimostrano i segni sui loro corpi. La nostra terra è di accoglienza diffusa ed è per questo che stiamo facendo opposizione e resistenza rispetto al DL del governo, vergognosamente chiamato Cutro, che punta a concentrare queste persone in centri di detenzione dove i diritti umani sono violati".

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