Giunta comunale, Salvetti presenta gli assessori: "È finita la stagione dei curriculum"

Il sindaco svela la squadra di governo a maggioranza femminile: "Competenza, amicizia, fiducia: è questo il criterio per avere un team vincente. Simoncini? Con lui mi sono sentito le spalle coperte".

Luca Salvetti (foto Simone Lanari)

I distinguo sono immediati, tra chi ci ha messo 78 giorni a fare una giunta (foto Simone Lanari) e lui che l'ha varata in meno di dieci. Tra chi selezionava le persone in base ai curriculum e il nuovo criterio di formazione di una squadra vincente, dove la competenza deve essere scontata ma altrettanto determinanti sono l'amicizia e la fiducia. Tra chi, infine, si era circondato di tecnici anziché politici, mettendo in disparte il ruolo di una macchina amministrativa che invece sarà fondamentale nel suo mandato. Luca Salvetti ha presentato così la sua giunta, martedì 18 giugno, tracciando una linea che segna il confine tra il passato M5s e il presente sì a traino Pd, ma caratterizzato da una autonomia rivendicata dal primo cittadino fin dalla campagna elettorale. Il tutto davanti a una sala delle cerimonie gremita per ascoltare le prime indicazioni del nuovo sindaco di Livorno e le parole dei nove assessori, cinque donne e quattro uomini, ai quali spetterà il difficile compito di amministrare la città, dimostrando la bontà e la validità dei criteri che hanno portato alla composizione della giunta.

Stella Sorgente sui curriculum: "Meglio le competenze delle amicizie"

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Salvetti: "Scelte autonome, non abbiamo aspettato neppure la direzione del Pd"

Una veloce lettura delle deleghe affidate ai singoli assessori e poi l'illustrazione delle linee guida che hanno portato alla formazione della squadra di governo, con qualche frecciata neppure troppo velata alla precedente amministrazione Nogarin. "Avevo promesso di presentare la giunta entro dieci giorni e credo che una roba del genere non si fosse mai vista - ha esordito Salvetti -. Qualcuno ci ha messo 78 giorni e noi invece siamo pronti. Certo subiremo critiche, qualcuno avrà da ridire sulle rappresentanze, ma credo non si possa dire che sia una giunta imposta da qualche partito. Neppure dal Pd, al quale avevamo chiesto una lista di nomi e detto che non avremmo aspettato il direttivo di mercoledì 19 giugno. È andata bene, ho potuto scegliere autonomamente come avevo sempre sostenuto in campagna elettorale". 

Dalla Val di Cornia a Firenze: la giunta che non parla solo livornese

Scelte che guardano alla provincia di Livorno e non solo, anche se Salvetti ha provato a rivendicare la livornesità del suo team: "Garufo e Simoncini sono livornesi - ha precisato Salvetti cercando di nascondere le carte di identità -. Ma al di là di questo Gianfranco (Simoncini, ndr) è la prima persona che ho contattato: per me significa molto, un uomo dalle indiscusse capacità al quale sono estremamente riconoscente. Con lui posso dire di avere le spalle coperte. Viviani e Ferroni? Sì, vengono da fuori, ma sono due donne competenti che ricopriranno ruoli chiave e che voglio ringraziare entrambe per avere accettato l'incarico". 

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"Competenze, amicizia, fiducia: ecco cosa serve per una squadra vincente"

"Qui ci sono le competenze - ha spiegato il sindaco -, e questo doveva essere scontato, però ci sono anche gli amici, delle persone di cui mi fido ciecamente. Un criterio che ritengo fondamentale nella costruzione di una giunta. La stagione dei curriculum non può funzionare, perché ci possono essere persone con cv al top ma quando poi ti guardi negli occhi e non scocca la scintilla si lavora male. Ecco, io ho preferito avere persone che hanno condiviso con me tre mesi complicati ma bellissimi, che conoscono il nostro progetto e la via per portarlo a compimento. Queste persone, sicuramente, sono Andrea Raspanti, Giovanna Cepparello, Rocco Garufo e Simone Lenzi, con Pietro Contorno che sarà il coordinatore politico".

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La centralità del consiglio comunale e della macchina amministrativa

"Tempo da perdere non ce n'è assolutamente - ha proseguito Salvetti - ma avremo grande rispetto dei ruoli, a partire da quello dei gruppi consiliari. Ritengo infatti centrale il ruolo del consiglio comunale, troppo spesso scavalcato in questi ultimi cinque anni, e sarebbe opportuno mettere fine alle risse, portare ognuno il proprio contributo per Livorno prima ancora che per il proprio partito. Perché una giunta politica? Perché così deve essere, di tecnici ne abbiamo già in Comune e sono bravissimi come i nostri dipendenti".

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