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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Stagno

Raffineria Eni, il futuro preoccupa. I sindaci Salvetti e Antolini: "Necessario un intervento del governo"

Perplessità sulle strategie dello stabilimento di Stagno dopo l'incontro con le rsu aziendali. La Cisl: "Non resteremo inerti davanti alle mancate scelte della politica"

"Le notizie fornite dai vertici Eni alle Rsu aziendali e all'amministrazione confermano la preoccupazione che da mesi esprimiamo in merito alle prospettive dello stabilimento livornese". Così il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, e l'assessore al Lavoro, Gianfranco Simoncini, sono intervenuti sulla questione del futuro dell'impianto di Stagno. Quelle stesse preoccupazioni che avevano portato i sindaci di Livorno, Rosignano e Collesalvetti, in agosto, a chiedere al ministro Giorgetti e alla Regione la convocazione al Mise della cabina di regia sull'accordo di programma dell'area di crisi complessa. Richiesta che però, a distanza di due mesi, non ha ancora ricevuto risposta. 

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Salvetti e Simoncini: "ll governo ci dica come intende muoversi per garantire il futuro di Livorno"

"Oggi - spiegano dal Comune - è urgente che il governo convochi il tavolo con un focus specifico su Eni, per acquisire e dare al territorio garanzie sul futuro dello stabilimento e in particolare sugli investimenti che si intendono mettere in campo per tutelare sia l'occupazione che il futuro di lungo periodo dello stabilimento. Sono state presentate nel recente passato, ipotesi che potevano portare a un miglioramento ambientale della situazione e al consolidamento dello stabilimento - aggiungono -, si erano ipotizzati nuovi impianti di bio-carburante che si muovevano nel senso della transizione ecologica e che oggi, pur rimanendo tra gli obiettivi di Eni, sembrano essere sospesi nei progetti dell’azienda".

"Ipotesi queste che avevano trovato e trovano la disponibilità delle istituzioni territoriali. Abbiamo bisogno - concludono Salvetti e Simoncini -  di comprendere cosa ne pensa il governo, in che modo intenda eventualmente sostenerle e comunque come il governo stesso, azionista di riferimento di Eni, intenda muoversi per garantire il futuro di Livorno".

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Il sindaco Antolini: "Necessità di risposte precise da parte dell'azionista di riferimento"

Anche il sindaco di Collesalvetti, Adelio Antolini, è intervenuto sulla questione del futuro della raffineria. "La dismissione prevista nei prossimi anni della parte dello stabilimento di Stagno relativa alla raffinazione dei carburanti richiede risposte precise da parte del governo, che è azionista di riferimento e quindi proprietario di Eni - ha detto -. Le risposte chieste al governo da parte di istituzioni locali e sindacati devono dare certezze su investimenti alternativi ipotizzati e livelli occupazionali previsti. Senza risposte del governo - ha concluso - si possono alimentare forti preoccupazioni per il futuro a lungo termine dello stabilimento Eni di Stagno".

Cisl: "Notizie preoccupanti, non rimarremo inerti di fronte alle mancate scelte della politica"

Sulle prospettive della raffineria Eni si sono espressi anche i rappresentanti della Femca Cisl di Livorno, che hanno definito le notizie emerse sul futuro "estremamente preoccupanti". "I cambiamenti annunciati - hanno proseguito nella nota a firma di Davide Doveri - non possono essere considerati come un percorso di transizione verso il Green, bensì una vera e propria dismissione mascherata. Questa organizzazione ritiene fermamente che la cosiddetta 'riconversione verde' non debba concretizzarsi nel semplice smantellamento dei reparti produttivi che impattano maggiormente quanto a CO2,  sostituiti da un impianto che non crea alcun posto di lavoro. È assolutamente necessario arrivare ad una soluzione che realmente porti stabilità, certezze e garanzie occupazionali, traghettando,  contemporaneamente, verso il Green e verso una economia circolare"

"Non ci bastano - hanno quindi concluso - le rassicurazioni che Eni ci ha dato sui livelli occupazionali, parlando, addirittura, di un incremento di posti di lavoro per quanto riguarda le ditte dell'indotto. La Femca-Cisl non rimarrà inerte di fronte all'ennesima realtà lavorativa che chiude perché la politica non fa scelte".

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